La storia del concorso
ELIO PEZZI
Il 'Concorso nazionale di poesia nei dialetti d'Italia' intitolato
al poeta ravennate Giordano Mazzavillani (1911—1976), fu istitu-
ito nel 1983 per iniziativa dell'Associazione Capit di Ravenna, in
collaborazione con la Famiglia Mazzavillani Muti, l'Assessorato alla
Cultura del Comune di Ravenna, la Presidenza nazionale Capit, e
con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna.
Se la prima edizione (1983) era semplicemente intitolata
'1° Concorso di poesia Giordano Mazzavillani' ed era aperta soltan-
to ai giovani autori romagnoli (fino ai 38 anni di età), a partire dalla
successiva (1984-85), il Concorso divenne biennale e fu articolato
in due sezioni: una riservata ai giovani autori, fino ai 35 anni di età,
e una agli adulti, oltre i 35 anni. Il nome fu aggiornato in 'Concorso
nazionale biennale di poesia romagnola Giordano Mazzavillani' e
tale rimase anche per la terza edizione (1986-87), alla quale segui
un lungo periodo di interruzione.
Solo nel 2019 il Concorso è stato rilanciato, sempre con periodi-
cità biennale, grazie al rinnovato impegno dell'Associazione Amici
della Capit Aps, con il sostegno di Maria Cristina Mazzavillani, fi-
glia del poeta e madrina del Concorso, e del proprio marito, il gran-
de direttore d'orchestra Riccardo Muti.
Nelle prime tre edizioni il Maestro Muti fece parte della giu-
ria, insieme ad altre prestigiose personalità del mondo della cultura,
del giornalismo e delle istituzioni, fra le quali ci piace ricordare, ad
esempio: Sergio Zavoli, don Francesco Fuschini, Tino Dalla Valle,
Massimo Stanghellini Perilli, Benigno Zaccagnini, Umberto Foschi,
Giovanna Bosi Maramotti, Piero Longanesi.
Il poeta e drammaturgo ravennate Nevio Spadoni è stato scelto
quale trait d'union per la nuova edizione 2019—2020 [la quarta] del
Concorso, che nel contempo ha assunto il titolo di 'Concorso nazio-
nale biennale di poesia nei dialetti d'Italia Giordano Mazzavillani,
poeta di Ravenna'. Insieme a lui, in qualità di presidente, fanno par-
te della giuria: Manuel Cohen, Gianfranco Miro Gori, Gianfranco
Lauretano, Cristina Ghirardini e il sottoscritto, anche con funzioni
di segretario.
La nuova formula del 'Mazzavillani', introdotta nelle due più
recenti edizioni 2019—2020 e 2021—2022, ha aperto la partecipa-
zione a tutti i poeti che si esprimono in uno qualsiasi dei dialetti
italiani. Gli autori hanno così aderito ad una delle due sezioni pre-
viste nel bando-regolamento con una 'Silloge di tre poesie inedite'
(mai premiate in altri concorsi e con relativa traduzione), o con un
'Libro di poesia edito'.
Con la sesta edizione 2023—2024 il Concorso è stato arricchito
di una terza sezione riguardante una 'Silloge di tre poesie di autore/
autrice residente in Provincia di Ravenna' e, in tale ambito, è stato
istituito un Premio speciale, voluto espressamente dalla Famiglia
Mazzavillani Muti, per un'analoga Silloge di tre poesie, riservato
a giovani studenti frequentanti una qualsiasi scuola media superiore
della Provincia di Ravenna', quale segno di incoraggiamento all'uso
poetico del dialetto romagnolo.
Il nuovo bando—regolamento dell'edizione 2025, prevede la pe-
riodicità annuale del Concorso e l'articolazione in quattro sezioni:
A. Libro di poesia, edito tra 1'1 dicembre 2023 e il 30 gennaio
2025;
B. Silloge di tre poesie inedite, mai premiate in altri concorsi;
C. Silloge di tre poesie inedite in dialetto romagnolo di autrice/
autore residente in Romagna (Province di Ravenna, Forlì-Cesena,
Rimini e Comune di Imola);
D. Silloge di tre poesie inedite in dialetto romagnolo, riservata a
Studenti/studentesse delle Scuole superiori della Romagna (Province
di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Comune di Imola).
Con questa pubblicazione vogliamo ricordare i nomi dei pre-
miati nelle sei precedenti edizioni riportando una poesia di ciascun
vincitore con le rispettive traduzioni.
È nostro intento continuare a promuovere non soltanto i dialetti
romagnoli, ma tutti i dialetti italiani, poiché riteniamo che un simi-
le patrimonio culturale non debba andare perduto, ma, al contrario,
debba essere valorizzato, a partire dalla scuola, consolidando e svi-
luppando la conoscenza e l'uso delle lingue dialettali nella poesia,
così come nella letteratura, nella saggistica e nelle varie espressioni
dell'arte e della cultura.